Facciamo luce sul... "lato oscuro" dei solari


Facciamo luce sul... "lato oscuro" dei solari

Per scegliere le creme solari più sicure, efficaci e rispettose dell’ambiente è bene conoscere alcune variabili. Eccole qui, una per una.

 

Il “fototipo”

Colore di carnagione, capelli e occhi, sono differenti per la melanina, prodotta in quantità diverse naturalmente dal nostro DNA per proteggerci dagli effetti dannosi dei raggi ultravioletti.

La dermatologia ha, perciò, individuato sei differenti “fototipi” in cui possiamo inquadrarci:

Fototipi

  • Fototipo I: carnagione chiarissima – occhi azzurri/verde chiaro – capelli rossi o biondo chiaro – moltissime lentiggini;
  • Fototipo II: carnagione molto chiara – occhi azzurri/verdi – capelli biondi – molte lentiggini;
  • Fototipo III: carnagione chiara – occhi azzurro scuro/verde scuro – capelli biondo scuro/castani – alcune lentiggini;
  • Fototipo IV: carnagione leggermente scura/olivastra – occhi marroni/marrone chiaro – capelli castani/castano scuro – pochissime lentiggini;
  • Fototipo V: carnagione scura – occhi marroni – neri – nessuna lentiggine;
  • Fototipo VI: carnagione scurissima/nera – occhi marrone scuro – capelli neri – nessuna lentiggine.

 

Ogni fototipo dovrebbe utilizzare un grado di protezione diversa: più basso è il fototipo, più alta deve essere la protezione.

 

L’SPF

L’indicazione SPF (Sun Protection Factor), obbligatoria nelle etichette dei solari, come da Racc. 22 settembre 2006, n. 2006/647/CE, stabilisce il fattore di moltiplicazione del tempo in cui un determinato fototipo può essere esposto al sole prima di procurarsi un eritema solare:

 

  • SPF 6 e 10: categoria di protezione bassa
  • SPF 15 e 20: categoria di protezione media
  • SPF 30 e 50: categoria di protezione alta
  • SPF 50+: categoria di protezione molto alta

 

Ad esempio, se una persona subisce un’eritema in un tot di tempo senza protezione, applicando un fattore di protezione 30, moltiplica per 30 il tempo in cui “potrebbe” esporsi senza rischi.

 

Indicazioni da rispettare rigorosamente per ottenere la protezione indicata

 

  • spalmare la corretta quantità di prodotto: 2 mg/cm2, pari a 6 cucchiaini da tè (circa 36 gr) ad applicazione per l’intero corpo di un adulto medio (come da normativa), molto di più di quello che un normale consumatore applica;
  • applicare più volte al giorno, in particolare dopo il bagno, per mantenere l’efficacia del prodotto.

 

 

I filtri solari

I filtri sono quegli ingredienti nei solari che proteggono dalle radiazioni ultraviolette (UVB/UVA). Possono essere fisici e chimici.

 

Filtri fisici o minerali

 

I filtri fisici sono ottenuti da minerali naturali e agiscono da barriera riflettente contro le radiazioni solari (vedi immagine 1). Questi in combinazione con particolari estratti vegetali, sono efficaci su tutta la gamma dei raggi UV.

I filtri minerali più comuni sono l’ossido di zinco (zinc dioxide) e il biossido di titanio (titanium dioxide). Sono ottenuti tramite frantumazione degli stessi minerali. I più rigorosi produttori di cosmetici utilizzano questi filtri in forma “incapsulata”, rivestiti da sostanze che evitano il contatto diretto della pelle di questi minerali e che migliorano l’“effetto riflettente”.

 

Filtri chimici

 

I filtri chimici, invece, assorbono le radiazioni ultraviolette, trasformandole parzialmente in calore, con una vera e propria reazione chimica sulla pelle, con sensazione di calore dopo essersi cosparsi di crema solare (vedi immagine 2).

I diversi filtri chimici si distinguono secondo la lunghezza d’onda della luce solare assorbita, sono spesso presenti in numero elevato e devono essere fotostabili (resistenti al calore) o resi tali.

Sono però causa di bioaccumulo e non eco-compatibili, mentre alcuni sono accusati di interferire col sistema endocrino. Poiché l’industria chimica ne crea continuamente, è difficile conoscerne bene la sicurezza a lungo termine, visto il limitato utilizzo nel tempo.

 

Altri ingredienti “oscuri” in etichetta

 

  • allergizzanti, presenti come profumazioni;
  • complessanti come l’EDTA, non biodegradabili e che creano accumulo di metalli pesanti nei pesci;
  • siliconi che rendono i solari più spalmabili e meno idrosolubili ma non sicuri per la pelle (si trovano nei solari cosiddetti “waterproof”);
  • coloranti e conservanti tossici come i cessori di formaldeide;
  • parabeni, studi sembrano evidenziare una loro pericolosità per il sistema ormonale;
  • altri ingredienti in cui si celano attività conservanti e agenti profumanti non facilmente riconoscibili.

 

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Ale

Nei vostri solari, ossido di zinco e biossido di titanio sono in forma nano? Sono rivestiti, nel caso con cosa?

Risposta di Officina Naturae

Buongiorno, nei nostri solari utilizziamo ossido di zinco e biossido di titanio in forma rivestita ovvero incapsulata (con Stearic Acid) e non sono comunque rilevabili nanoparticelle.