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   equo e solidale
  Officina naturae ha deciso di dedicare energie allo sviluppo di formulazioni naturali con componenti vegetali provenienti da aree del mondo ove sono attivi progetti equo e solidali. Per questo motivo ha curato l'importazione diretta dal Nepal di una materia prima vegetale, il Burro di Chiuri.
Tramite una ONG locale ha avviato un rapporto di cooperazione con i Chepang, per la fornitura di questo ghee (burro) utilizzato da millenni dalle popolazioni del Nepal centrale.
Nelle proprie formulazioni di Officina naturae il Burro di Chiuri entra come elemento caratteristico e caratterizzante una linea di cosmetica nata con lo scopo di utilizzare principi vegetali che l'uomo ha da sempre utilizzato per la cura del proprio corpo. In questo modo Officina naturae propone dei cosmetici naturali con spiccate caratteristiche di funzionalità, bioecologicità e valenza equo - solidale.

I Chepang: gruppo etnico nepalese
I Chepang, ufficialmente conosciuti come Praja, fanno parte di uno dei 61 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti dal governo nepalese (ce ne sono in realtà più di 80), uno dei più piccoli (rappresentano lo 0,25% della popolazione nepalese) e uno dei più poveri e marginalizzati.
Fisicamente si distinguono per avere delle caratteristiche tipicamente mongoloidi ed il loro linguaggio deriva da dialetti Tibeto-Burmani.
Vivono in villaggi, o meglio gruppi di nuclei familiari, sparsi sulle colline delle montagne del Mahabharat, nel Nepal centrale, soprattutto nei distretti di Makwanpur, Dhading, Chitwan e Gorkha. I loro antenati sono stati cacciatori-raccoglitori fino a 100-150 anni fa, e coltivatori con tecnica slash-and-burn. Dipendono ancora molto dalla foresta (in particolare dall'albero del Chiuri) per ricavare cibo, materiale ed introiti; la loro dipendenza da una agricoltura più complessa è molto recente.

Riescono mediamente ad ottenere dalla coltivazione il necessario per sostenersi per 6-8 mesi, mentre per il resto dell'anno (da febbraio a giugno) devono arrangiarsi con la raccolta nel selvatico oppure indebitarsi. Nel 1999 il 50% della popolazione risultava indebitato e il reddito pro-capite annuo era al di sotto dei 130 dollari.

La vendita di prodotti forestali non legnosi (Non Timber Forest Products - NTFPs) rappresenta una fonte di reddito importante che ha molti margini d'aumento, che permette un recupero delle tradizioni popolari ed un aumento dell'autostima di questa popolazione che per secoli è stata vista (e si è vista) come retrograda, incapace, primitiva.

Il lavoro di molte ONG nepalesi, ed in particolare del progetto SEACOW (School for Ecology, Agriculture and Community Work) sulle pratiche agricole e produttive ecologiche, si è per l'appunto concentrato sulla capacità di utilizzare il sapere tradizionale e i secoli di rapporto con la foresta per modificare l'immagine di sé di questi gruppi e per demistificare i processi economico-produttivi, in modo che la popolazione stessa possa trarre vantaggio economico e sociale dalle proprie conoscenze.

Parte integrante di questo progetto è lo studio delle piante medicinali della zona.
Le principali piante medicinali tradizionalmente usate dalla comunità Chepang nella zona del Mahabharat sono:
  • Chebulic myrobalan (Terminalia chebula)
  • Belleric myrobalan (Terminalia bellerica)
  • Emblic myrobalan (Phyllanthus emblica)
  • Asparagus racemosus
  • Gurjo (Tinospora cordifolia)
  • Jasminum officinale
  • Castanopsis indica
  • Dioscorea alata
  • Cinnamomum tamala fol.
  • Chiuri (Diploknema butyracea)

L'albero del Chiuri
I Chepang hanno un rapporto particolarmente stretto con l'albero del Chiuri (da loro chiamato Yoshi). Una famiglia è considerata più o meno ricca a seconda di quanti alberi possiede ed il sapere tradizionale sulle tecniche di semina, raccolta dei vari frutti e derivati e loro utilizzo è di grande interesse perché estremamente specializzato e caratterizzato culturalmente. Si può senza dubbio dire che la cultura Chepang sia strettamente associata al Chiuri. Narra una leggenda Chepang che: "molto tempo fa, una bufala scappò dalla propria stalla di notte e andò a mangiare nel campo di miglio finché non fu completamente satolla. Ma al momento di tornare, dato che era buio, la bufala non riuscì a ritrovare la strada e cadde in un pericoloso precipizio, e vi rimase incastrata a metà strada. Nessuno riuscì ad estrarre la bufala, e quindi lì morì. Nello stesso luogo, fertilizzato dalla carcassa, nacque il primo albero di Chiuri".
Secondo questa leggenda, si possono leggere nel Chiuri le tracce della sua origine: il frutto del Chiuri dà un succo bianco che è il latte della bufala e l'olio ottenuto dai semi è il burro della bufala. I piccoli granelli neri che si trovano nel frutto sono il miglio mangiato dalla bufala nella notte. I Chepang dicono ancora che "il Chiuri è come una bufala da latte per noi".

Botanica sistematica
Nome scientifico: Diploknema butyracea (Roxb.) H. J. Lam
Famiglia: Sapotaceae  Juss.. Composta da 800 specie tropicali suddivise in 35-75 generi mal definiti.
Sinonimi: Bassia butyracea Roxburgh; Madhuca butyracea (Roxb.) J. F. Macbride; Aesandra butyracea (Roxb.) Baheni
Nomi locali: Uttar Pradesh - Chiura, Bhalel Hindi - Phalwara, Phulvara, Phulwa

Chepang: Yoshi (Ban Yoshi se l'albero è selvatico e Rang Yoshi se è coltivato).
A dimostrazione della profonda conoscenza che i Chepang hanno del Chiuri, basti sottolineare come essi usino almeno 32 nomi diversi per descrivere l'albero a seconda del tempo di fioritura, del colore del frutto, delle foglie, del tronco, dei rami e dei semi, della forma del tronco e dei rami, della dimensione della consistenza, del sapore e dell'odore del frutto, della produttività ed infine della posizione dell'albero stesso nel territorio.

Descrizione botanica
L'albero del Chiuri è un sempreverde di media grandezza (da 3 a 10 metri in altezza) che necessità di una buona insolazione ed ha una certa tolleranza al freddo. (Jackson 1987, Campbell 1983).

Ecologia e distribuzione
Nel subcontinente indiano si trova nel tratto sub-himalayano, da Dehra Dun al Buthan, tra i 400 e i 1400 m slm, ma alcuni esemplari identificati a 4500 m

In India si trova soprattutto nel Sikkim e nell'Uttar Pradesh (distretto di Pithoragarh) al confine con il Nepal (tra 600 e 1000 m), e nelle colline del Kumaon e del Gharnal. Presente anche sull'oceano indiano: Andaman e Nicobar.

In Nepal si trova nella zona sub-himalayana, su pendii scoscesi, terreni rovinosi e precipizi, soprattutto nelle foreste dei distretti di Chitwan, Gorkha, Dhading, Rolpa, Argha, Khanchi e Makwampur. In particolare vi è una grande concentrazione nelle colline del Mahabharat , tra i 500 e i 1400 m.
Si pianta con successo su terreni poveri e sassosi e la germinazione dei semi avviene in meno di tre settimane.

 


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